domenica 27 settembre 2009
Honeymoons di Goran Paskaljevic
giovedì 24 settembre 2009
The informant di Steven Soderberg

Come una piccatina all'arancia.
mercoledì 23 settembre 2009
Whatever works di Woody Allen

"Sono un vecchio brontolone a cui non hanno ancora assegnato il premio Nobel, però ci sono andato vicino. E non guardatemi così, con quell'aria comprensiva o ancora peggio con quegli occhi che vorrebbero dire che sono un presuntuoso, che non mi accompagnereste neanche a prendere un caffè: nessuno ve lo ha chiesto e poi credo di avere già abbastanza problemi per non dovermene caricare degli altri. Quali sono? Beh, il semplice fatto che tutto finisca prima o poi e che l'entropia dell'universo sia in aumento non basterebbe ad accantonare tutto il vostro affanno, tutte le ridicole cose in cui credete? Certo, è ben difficile che riusciate a capire un grande genio come me, uno a cui avrebbero dovuto dare il premio Nobel per la fisica, e ci sono andato vicino. Credete ancora di potervi appendere alla lirica illusione dell'amore? Forse siete sufficientemente stupidi da continuare a crederci, da far finta di niente, abbastanza insignificanti da andare avanti comunque perché tanto la vostra vita ha un senso e comunque perché farsi queste domande...Ebbene, se ci riuscite bravi, continuate così, perpetuate le vostre ridicole credenze fino al giorno in cui potreste stancarvi, potreste scoprire l'unica verità: che voi non siete e non sarete mai niente e che l'amore non è altro che un'inutile speranza fantastica in cui cercare sostegno finché un giorno ti svegli e tua moglie ti tradisce con il tuo migliore amico. Insomma, la vita è un vero casino, non ci si capirà mai niente, e non date retta a tutta quella gente che per ogni evenienza tiene le mani giunte e implora un tizio che non esiste e che se esiste non è che gliene freghi poi tanto. L'alternativa è farla finita, ma io sono stato sfortunato, quella volta che ci ho provato, e non ci sono riuscito. Per il resto, direte che sono un vecchio brontolone, ma in realtà sono un grande genio, che ha formulato l'unica teoria possibile dopo l'universo senza stringhe; provate a fare finta di niente e, perché no, buttatevi su un amore mediocre che serva solo a tenervi in vita.
martedì 22 settembre 2009
Cosmonauta di Susanna Nicchiarelli
Essendo una pellicola non proprio di prim’ordine in quanto opera prima e sinistroide, i multisala coprono altre esigenze di tipo commerciale e le sale che offrono le loro poltrone e le loro biglietterie alla Nicchiarelli e al suo Cosmonauta sono poche, piccole e circondate da intenso traffico e pochi spazi liberi per il parcheggio. Con forte sorpresa, arrivo puntuale nonostante i già citati problemi logistici. Lo spettacolo scelto è l’ultimo del venerdì, le poltrone occupate saranno poco più di 20. Mi verrebbe da urlare che c’è più elettorato di sinistra qui dentro che nelle assemblee Pd. Riesco incredibilmente a trattenermi. Dopo le immancabili cinquesei paia di trailer, apprezzo con simpatia l’originale trovata del corto animato, diretto dalla stessa esordiente regista: scanzonato, disinvolto, spassoso. E con la qualità di introdurre alla principale tematica della pellicola ossia la corsa allo spazio, vista nell’ottica dei successi sovietici. Poi via, titoli d’apertura e occhi puntati sulla piccola giovinetta, protagonista già da subito di una gridata dichiarazione di anti clericalismo e conseguente schieramento politico. Anni 60. Le immagini che la Susanna regista ci propina sono di una Roma col sole al tramonto, con interni tempestati di carta da parati, scarna argenteria, televisore a colori. Paneamorefantasia di un proletariato che pare non esserci già più; i cortili sono quelli modesti e con poche pretese della Magliana, le movenze degli abitanti sono fortemente connotate di ponentino: ganascini, bacioni e via dicendo. I socialisti sono traditori all’occhio del falce e martello, i risultati elettorali tengono incollati alla tv manco fosse la finale dei mondiali, la lingua che viene fuori è a metà tra il romano spiccio ma quasi mai spinto del quotidiano giovanile e il russo di Kruscev, Gagarin e radiogiornalisti tirati dentro con buon tempismo nel corso del lungometraggio. Entrate sceniche che in base al loro valore e alla loro importanza politica corrono di pari passo alle avventure di Luciana, della sua famiglia sbilenca, del suo circolo comunista e delle sue storie storielle adolescenziali, banali ma non troppo e che portano via a me spettatore un sorriso a volte candido a volte ammiccante. Le note sono di quegli anni, ma rivisitate male da voci contemporanee sconosciute; su questo, si è risparmiato. Guest star la Pandolfi, che smette in questo film di ricordarmi i fasti di fiction targate Mediaset e che s’acconcia a donna del tempo: chioma cotonata, ansie da madre che ne ha viste tante e qualche compromesso per tirare avanti la baracca. Buono anche Rubini, che o stempera l’ambiente, almeno per lo spettatore, o lo avvampa con fare prima bonario poi autoritario. In generale molta solitudine con gli occhi all’insù, verso il cosmo e le conquiste russe, per dire che davvero poteva essere possibile un successo acceso di rosso. Una passione e una speranza vera che diventa quasi beffa nel fotogramma a chiusura del film. Il pubblico nella mia sala sa già che non uscirà triste dalla porta del cinema: s’era già rassegnato trent’anni prima di questa serata pre-invernale nei pressi di Porta Pia.
Ice age 3 (L'era glaciale 3:l'alba dei dinosauri) di Carlos Saldanha

Cominciano le recensioni del nostro neosito.
Questo mese, il film che è prevalso nella mia rubrica "L'angolo dei piccoli", è stato L’Era Glaciale 3 nella versione tridimensionale .
Il seguito della saga del simpatico gruppo “preistorico” formato da due mammut (Manny e Ellie) , una tigre il cui nome è Diego, due simpatici opossum, Crash e Eddie, e un divertentissimo bradipo: Sid.
I nostri amici si avventureranno in un mondo sotterraneo dove i pericoli non mancano, per salvare Sid che come sempre si caccerà nei pasticci.
La trama del film è avvincente e divertente infatti io stesso quando sono andato a vederlo sono rimasto in alcuni punti con il fiato sospeso.
L’unico difetto di questo film (solo della versione in 3d) è che non si nota molto la differenza tra la versione in tre dimensioni e quella bidimensionale; per cui direi che non vale la pena spendere soldi in più per vedere il film tridimensionalmente se poi le differenze sono quasi nulle...
questa è stata la mia prima recensione. spero che ci risentiremo presto... al prossimo mese! anzi al prossimo cartoon!